May 28

L’arresto di Mladic: importante per fare chiarezza sulle atrocità di un conflitto comunque sbagliato

Posted in Attualità, Kosovo

In questi giorni sono in molti a chiedermi, anche a nome di InfarmaZone, un parere sull’arresto di Mladic in Serbia. Il mio parere non può che essere di totale soddisfazione. Le accuse che pendono sulla testa di Mladic sono atroci, solo il giudizio di un tribunale internazionale potrà consegnare alla storia una risposta definitiva e dare comunque soddisfazione all’esigenza diffusa di verità e giustizia.
Infarmazone durante la fase di transizione ha collaborato a progetti umanitari nelle enclaves serbe in Kosovo, ha cercato di garantire alle popolazioni vittime dell’atrocità dell’odio etnico e della guerra, il diritto minimo alla salute e di conseguenza alla vita. Lo ha fatto nella convinzione che la ricostruzione di una convivenza pacifica possa ripartire solo dalla condivisione e dal riconoscimento reciproco dei diritti umani, e dopo un conflitto cruento come quello che ha portato allo smembramento della ex-yugoslavia c’è stato bisogno di qualcuno che si proponesse come garante e veicolo di questi diritti, noi abbiamo cercato di fare la nostra piccola parte. Nei nostri interventi abbiamo avuto modo di sottolineare come, guardandoli da vicino, i risultati della scissione che ha portato alle varie indipendenze balcaniche non fossero in realtà sempre e solo positivi. La guerra civile e soprattutto la sua connotazione etnica aveva lasciato sul campo ampie sacche di popolazione che questi problemi di etnia erano nei tempi riusciti a superarli, e che subito dopo la guerra si sono trovate costrette a vivere una vita meticcia, quasi apolide in vere e proprie prigioni a cielo aperto sotto la scorta garbata e solidale delle forze di interposizione internazionale.
Tutto questo non fa che sottolineare l’inconsistenza delle affermazioni di personaggi come Borghezio che gli italiani dovrebbero solo vergognarsi di aver eletto al parlamento europeo. Definire Mladic un patriota è grave, storicamente falso e strumentale ad una becera e primitiva politica di intolleranza etnica, religiosa e razziale sulla quale la Lega basa il suo consenso elettorale.
Difendere i diritti della popolazione serba così come quelli della popolazione bosnica, croata, kosovara, gipsy non significa appoggiare l’una o l’altra posizione in un conflitto che è sempre e comunque sbagliato, non significa difendere l’operato di chi in questi conflitti si è macchiato di crimini atroci, significa semplicemente mettere al centro delle nostri attenzioni l’uomo ed i suoi diritti. Fomentare l’intolleranza è al contrario un comportamento pericoloso, irresponsabile e barbaro dal quale spero tutti gli italiani sappiano presto prendere le debite distanze.

Claudio Santi – InfarmaZone

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