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NUOVO !!!!
Video Promo
con le foto dei nostri referenti a Freetown
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Sierra Leone dopo la guerra civile |
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La Sierra Leone esce da
una guerra civile durata oltre 10 anni, con un impatto devastante sulle
condizioni di vita della popolazione.
Oggi è il primo paese al mondo per mortalità
infantile sotto i 5 anni, con 283 decessi su 1000 prima del quinto anno
di vita, e per mortalità materna, con 1.800 gestanti che,
ogni 100.000 parti, muoiono per complicazioni insorte durante la
gravidanza. I bambini sierraleonesi sono vittime della denutrizione e
di malattie curabili come infezioni alle vie respiratorie e malaria.
Benché la guerra civile sia terminata, gli effetti della
povertà si riflettono in stili di vita che mettono
quotidianamente in serio pericolo la salute e la vita di bambini ed
adulti.
Sono frequentissimi, ad esempio, incidenti stradali che coinvolgono
numerosisime persone stipate su mezzi di locomozione assolutamente
inadeguati, così come sono frequenti le ustioni provocate da fornelli a
kerosene oppure dovute all'ingestione accidentale di soda caustica
(utilizzata per preparare il sapone in casa).
La Sierra Leone dispone di enormi risorse: giacimenti di diamanti, d'oro, di bauxite e di
rutilio; ha un territorio che permetterebbe colture diversificate e un
mare molto pescoso, ma una gestione politica corrotta e monopolizzata
dalla colonizzazione occidentale impedisce alla popolazione della
Sierra Leone qualsiasi accesso ai servizi di base.
Servizi che, come è facile immaginare, non sono assolutamente
gratuiti se si pensa che lo stipendio medio di un contadino è circa 7
euro al mese, mentre un semplice intervento per una appendicite o un'ernia
costa dieci volte tanto. Chi non ha i soldi quindi muore o ricorre
(sempre a pagamento) alle cure del curatore tradizionale, a volte con
conseguenze ben piu gravi di quelle provocate dalla malattia.
A fronte di questa realtà alcune delle numerose
organizzazioni governative e non governative presenti in Sierra Leone
sembrano rimanere pesantemente infognate nel più controverso
aspetto
dell'intervento umanitario caratterizzato da sprechi di risorse,
inefficienza gestionale e sovrapposizione degli interventi. A tale
proposito può essere citato il progetto
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di costruire un
laboratorio specialistico per lo studio delle febbri emorragiche a
Kenema (nella provincia più povera del paese) oppure la campagna
di
vaccinazione dell'UNICEF "Adottiamo un progetto", la quale, a fronte di
250 mila euro di vaccini somministrati, costa ben 710
mila euro, suddivisi sulla base di una tabella che prevede quasi
70 mila euro di spese di spedizione ed anche 40 mila euro di non ben
precisata "attività si sensibilizzazione e mobilitazione
comunitaria".
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InfarmaZone
in Sierra
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La presenza di
Infarmazone in Sierra Leone è iniziata grazie all'incontro
con due figure che seppur rappresentino istituzioni diverse, hanno in comune il modo di vedere ed interpretare il
bisogno di intervento ed aiuto in Africa, guardandolo dal punto di
vista della gente, dalla parte di coloro che dopo aver subito la guerra
civile si trovano ora a subirne le disastrose conseguenze. Da una parte
Padre Maurizio, missionario dell'Ordine dei Giuseppini a Kissy,
quartiere meridionale della capitale sierraleonese Freetown e
dall'altra il dottor Harold Lewis, chirurgo all'ospedale di Emergency a
Goderich (Freetown).
Il primo dal 1990 realizza opere a favore della
popolazione locale sia sul piano di accoglienza che a livello sociale
ed educativo. Nella casa del centro di accoglienza realizzato dalla
missione, sono stati attivati negli anni corsi di muratura, sartoria,
saldatura, fabbroferraio tenuti da insegnanti locali per giovani di
entrambi i sessi dai 18 ai 24 anni che non avevano potuto completare i
corsi tecnici in altre scuole della capitale. Nel ’98
è stata aperta l’associazione “Amici dei
missionari” con più di 150 ragazzi orfani,
abbandonati o mutilati e nello stesso anno è stata avviata
anche una tipografia finalizzata alla stampa di materiale scolastico.
Il dott. Harold Lewis invece presta la sua attività
professionale presso il centro chirurgico di Emergency ed è
intervenuto a Perugia in un incontro con i volontari di InfarmaZone
mostrando la difficilissima condizione sanitaria a Freetown ed in
Sierra Leone in generale. Ha sottolineato come centinaia, migliaia di persone muoiano per
cause assolutamente prevenibili o curabili, vittime della assoluta
mancanza di soldi e medicine.
In particolare Lewis ha messo in evidenza come
l'impossibilità di accedere ai farmaci di base ad un prezzo
ragionevole induca l'acquisto di speciaità di produzione
nigeriana la cui tracciabilità è assolutamente
impossibile da ottenere e che rappresentano un serio pericolo per la
salute pubblica. Si calcola che circa il 35% dei medicinali in
commercio in Sierra Leone sia contraffatto ed alimenti un
fiorente mercato parallelo a discapito del diritto alla salute di tutti
i cittadini.
InfarmaZone ha per questo risposto ad un preciso appello del dott. Lewis
inviando, ad oggi, circa 5 mila euro di medicinali che sono stati
distribuiti gratuittamente attraverso l'ospedale di Emergency.
La
raccolta dei medicinali richiesti continua, vista l'opportunità
di utilizzare un container che parte da Padova ogni 2-3
mesi, messo a nostra disposizione dai Padri Giuseppini del Murialdo.
Attualmente è in corso di valutazione l'apertura di un
dispensario farmaceutico in una struttura sanitaria che Padre Maurizio
sta realizzando a Kissy e nella quale speriamo di poter realizzare un
sistema analogo a quello presentato da InfarmaZone a Klina (Kosovo).
Anche in Sierra Leone, come già avvenuto in Marocco ed in
parte in Kosovo, l'intervento della nostra associazione laica a
fianco
ed in collaborazione con realtà religiose è volto
a valorizzare ed aiutare quelle iniziativce che vedono impegnati uomini
nella difesa della vita e della dignità di altri uomini,
superando le diversità di culturali e religiose, in nome dei
diritti e nel rispetto fondamentale della vita e della pace.
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Come aiutare il progetto in Sierra Leone |
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Per informazioni contatta la responsabile del progetto Ilaria ila.cer@libero.it
Aiutaci a raccogliere i
farmaci da inviare in Sierra Leone.
Farmaci Richiesti:
-
antibiotici ad ampio spettro
(AMPICILLINA AMPICLOXACINA CLOXACILLINA PROCAINA PENNICILLINA CLORANFENICOLO BENZETAN PENNICILLINA
CIPROXIM)
- altri antibiotici (CEFALOSPORINE DI TERZA GENERAZIONE
TAZOBAC
AUGUMENTIN)
- antinfiammatori non steroidei (BRUPOFEN
VOLTAREN
PIROXICAM)
- analgesici ed antipiretici
(PARACETAMOLO
NOVALGINA
PENTAZOCINA
TRAMADOLO)
- INFUSIONI:
Ringers Lactate, Normal Saline (0.9% and 0.45%) and Darrow's Solution
Haemacel as plasma expanded
- ALTRI FARMACI PER LA CHIRURGIA:
Halothane, Ketamine and Muscle relaxant
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