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Il
progetto di collaborazione tra InfarmaZone e il Centro di Prima
Accoglienza per immigrati di Perugia ha preso avvio nel novembre del
2005. I punti fondamentali di sviluppo del progetto si sono delineati a
poco a poco nel tempo, sulla base delle visite periodiche al centro da
parte dei nostri volontari e grazie soprattutto al calore e alla
disponibilità che gli operatori e gli ospiti del centro hanno da
subito manifestato. I timidi avvicinamenti da parte degli ospiti si sono presto trasformati
in rapporti di amicizia e collaborazione, come ben dimostrato dal fatto
che alcuni di loro sono attualmente soci attivi e preziosissimi per
InfarmaZone in quanto partecipano con impegno ed interesse alle nostre
iniziative.
Le visite al CPA costituiscono ogni volta per noi un’esperienza
emozionante ed irripetibile perché ci pongono a contatto con
realtà diverse, inizialmente percepite come distanti o troppo difficili
da conoscere e comprendere. Ma, superate le inevitabili difficoltà di
comunicazione linguistica, basta osservare i sorrisi gentili, gli sguardi
profondi e le mani tremanti per avvertire sempre di più, come
esigenza personale e come fonte inesauribile di crescita in
qualità di membri stessi dell’associazione, la
possibilità di prendere coscienza e di aprire con maggiore
consapevolezza e sincerità gli occhi su quanto è
realmente molto più vicino a noi e dipendente da noi di quanto
potremmo pensare.
Di fronte a vite in fuga da malattie o guerra, a storie di diritti
negati è innegabile un forte sentimento di impotenza e
frustrazione; spesso la nostra presa di coscienza e il nostro ascolto
possono apparire inutili e privi di senso, ma essi sono in
realtà l’unico punto di partenza possibile, sono la base
imprescindibile per il nostro tentativo di fornire informazioni e
sostegno in ambito sanitario o legislativo, di accogliere ed aiutare
coloro che cercano nel nostro paese un rifugio, la pace, la
possibilità di vedere riconosciuti i propri diritti.
Nel corso di questo anno sono stati organizzati nel centro di prima
accoglienza alcuni incontri allo scopo di fornire informazioni utili
agli ospiti sul diritto alla salute e all’assistenza sanitaria in
Italia, sulle malattie e sulle norme di prevenzione delle stesse,
sull’automedicazione e sul ricorso alla medicina naturale,
sull’alimentazione e sull’igiene.
I.Z. ha inoltre aiutato
il centro nel catalogare le scorte di medicinali e nel
reperire materiale vario di utilità per gli ospiti
(vestiti, coperte, giochi e materiale di cancelleria per i bambini,..).
Durante le visite al centro e grazie alle graditissime partecipazioni
alle feste internazionali organizzate dallo stesso, abbiamo avuto modo
di conoscere ed apprezzare cibi, balli, musiche, tradizioni ed
abitudini degli ospiti provenienti dai vari paesi del mondo; da qui
è partita l’idea di raccogliere nel libro “Di terra
in terra” i tanti pezzettini di mondo che convivono nel CPA di Perugia. Alcuni ospiti sono stati molto
disponibili e hanno proposto ricette e canzoni o poesie da inserire
nel libro; vorremmo che il frutto di questo lavoro diventi il
nostro ringraziamento all’affetto e alla vicinanza che ci sono
stati dimostrati.
Il progetto di collaborazione con il CPA non può che essere in
continua evoluzione nel tempo, arricchito e migliorato. Crediamo che
ancora tantissimo si possa fare e ci auguriamo di avere sempre le
risorse interiori per farlo, ma soprattutto la capacità di
riconoscere i nostri limiti e i nostri errori. Le difficoltà di
comunicazione e di comprensione dell’altro ci hanno insegnato che
non sempre è facile costruire i ponti tra le persone e non
sempre è possibile impedire che avvengano ingiustizie. È
stato doloroso assistere impotenti alla fuga di un papà
disperato senza nemmeno poter abbracciare la piccola Ranin ed
altrettanto triste è stato salutare Mohammed al momento della
sua partenza, ma la cosa forse più importante che abbiamo
imparato dagl'ospiti del centro è che dal
dolore e dall’angoscia più nera, dalla paura e dalla
disperazione possono nascere la determinazione e la forza per ripartire
e rinascere, e il sorriso è la spinta per risollevarsi.
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